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DEMOCRAZIA FREUDIANA - di Bruno Bene
Roma 2033. A dieci anni della sconfitta del Covid 19 e a otto dalla mancata rivoluzione del 2025, la situazione economica del Paese è ancora irrisolvibile, con 10 milioni di barboni e suicidi in massa. A Roma ci sono oltre 5 mila barboni che vivacchiano con ogni mezzo, e intasano di sporcizia anche i luoghi storici della Città Eterna. Tutto nel massimo degrado. Una fosca mattina di autunno, un ex attore teatrale tenta il suicidio gettandosi da Ponte Sant’Angelo, ma, all’ultimo momento, un tizio riesce a dissuaderlo, consigliandogli di unirsi a quella sorta di Corte dei Miracoli che alloggia sotto i ponti di Roma. Infatti sotto ogni ponte e lungo le darsene fluviali per cento metri, di qua e di là del ponte, vive una comunità di barboni, frutto dell’immigrazione di 30 anni senza controllo. Sotto Ponte Sant’Angelo alloggia la comunità italiana guidata da un invalido, senza entrambe le gambe. Dopo la mancata rivoluzione del 2025, tutte le comunità di clochard si uniscono e ottengono, dopo una strenua lotta che preoccupa seriamente il potere, il permesso di vivere lungo le rive del Tevere con determinate regole, alloggiando in variopinte tende canadesi che la sera offrono uno spettacolo di grazioso presepe e il giorno, ecco il miracolo di quella Corte, tutti tavolinetti con ombrelloni anch’essi variopinti come al mare. Toilette igieniche, cucina militare e luogo per barbecue, tutto in un perfetto ordine, tale da richiamare l’attenzione del pianeta in quanto ogni Paese ha lo stesso problema e in molti tengono gli occhi puntati sull’Italia che era riuscita a bonificare la città assediata da oltre cinquemila barboni addirittura nei punti storici, con sporcizia e indecorose manifestazioni di ogni genere, rendendo la Città Eterna, già poco pulita di suo, letteralmente invivibile. Ecco perché la concessione delle rive del Tevere. L’enclave italiana, abitata da particolari personaggi, ai quali si unisce anche il mancato suicida, viene fondato il P.B.I, ossia il Partito Borbonico Italiano che, attraverso illeciti sistemi, normalissimi mezzi nel mondo politico per conquistare il potere, vincerà le elezioni del 2033, storico ricordo dell’ascesa al potere del Nazismo nel gennaio 1933, fondando la Democrazia Freudiana che tutto è meno che democrazia, con interessanti e particolari soggetti, abitanti di quell’enclave a dir poco straordinaria. Metafora della politica ondivaga e arruffona dove ogni riferimento a persone, sistemi e modalità, sono puramente casuali.
Di Benedetto Bruno da Roma, Pseudonimo BRUNO de BENIS, per abbreviare il lungo cognome. Ha iniziato a scrivere racconti e critiche su alcuni articoli sulla vita quotidiana e politica degli anni ’50. La passione per la narrazione si è verificata alle medie per manifestarsi in toto al Liceo. Il primo romanzo, “Il complotto”, è stato scritto a Melbourne nel 1971. Da lì non si è più fermato, fino al 48° libro di narrativa.
L’autore ha già pubblicato i seguenti libri: Sole oscuro, Et in Arcadia ego, A dorso di nuvole, Un anno particolare, Triangolo imperfetto, La quarantena, Alter ego, ribalta, una silloge di poesie o meglio pensieri poetici.